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Presentazione della collana MousiKalìa [leggi]

 

Collana di Estetica musicale diretta da Lorenzo Ferrero


La complessità raggiunta dalla società e dalla cultura del terzo millennio ha evidenziato la presenza tra questi due termini di uno iato profondo. Ma mentre per la prima l’analisi sociologica si è data strumenti di diagnosi e di intervento, in alcuni settori della cultura, e segnatamente nell’Estetica musicale, la situazione ha subito i contraccolpi del cambiamento repentino dei gusti e delle preferenze del pubblico come pure quello delle forme musicali dovute ad una contaminazione mondializzata degli stili. La morte di Theodor Adorno è, per certi versi, paragonabile a quella di François Couperin. Tuttavia, mentre la figura di Jean-Philippe Rameau ha provveduto a creare nel Settecento paradigmi di sensibilità compositiva, esecutiva e speculativa che hanno ripreso l’esperienza del predecessore rilanciando con nuovi vigori l’Estetica musicale, anche per i tempi a venire, tutto quanto è stato scritto sulla produzione musicale tardo-novecentesca e sul Postmoderno musicale ha raggiunto solo negli ultimi anni un livello di concettualizzazione che prosegua la lezione di Adorno. Per essere adeguatamente razionalizzata, la postmodernità musicale richiede infatti strumenti ermeneutici complessi e duttili, capaci di entrare in empatia con un panorama quanto mai sfaccettato e di fornire a quanti vi operano efficaci punti di riferimento.

Nello stesso tempo, dal versante esecutivo della musica, si sta perdendo il concetto della profondità e della complessità culturale. Si affronta la drammaturgia musicale con strumenti ermeneutici a volte inadeguati e senza la necessaria consapevolezza, perdendo in questo modo la naturale vocazione del teatro d’opera a mantenere un dialogo autentico con il passato; si ascoltano esecuzioni strumentali consapevoli delle “prassi esecutive” e di notevole perfezione tecnica, ma dove manca spesso proprio il “senso” di ciò che viene eseguito. Lungo la scia di una nuova sensibilità si inserisce Mousi Kalìa...

Oggi sembra scomparsa la Filosofia della musica che si è occupata sul piano ontologico della verità, favorendo invece la suggestione sensoriale come qualifica di comprensione intellettuale. In questa prospettiva è importante riproporre all’attenzione, allo studio, alla docenza e alla ricerca il binomio classico musica-bellezza, non solo come antidoto all’imbruttimento del mondo, ma come una transvalutazione dell’operato del sistema musica che rimoduli il piano ideativo, compositivo, esecutivo, critico, percettivo e neuroscientifico in categorie in grado di concettualizzare il presente. Si è perciò chiamati a nuove responsabilità intellettuali che chiamano in causa direttamente un confronto tra le alterità culturali e generazionali che parlano di bellezza e di musica che ancora stentano a dialogare apertamente.

L’obiettivo della collana MousiKalìa è presentare un piano di ricerca di nuovi modelli di approccio all’Estetica musicale, sensibili al dibattito contemporaneo, sul suo statuto epistemologico e indirizzati ad un pubblico vario, di cultori di musica, ma anche di operatori che appartengono al mondo musicale o si sentono chiamati ad interagire culturalmente. Docenti e studenti di Liceo, Conservatorio, Accademia, Università in primis, ma anche gli Amici della Musica, gli associazionismi e le numerosissime Scuole di Musica del territorio nazionale. Interlocutori privilegiati per la neonata collana di Estetica Musicale della Morlacchi editrice di Perugia, Mousikalìa, un neologismo che apertamente chiama in causa la dialettica tra la Musica e la Bellezza.

Marco Jacoviello

Al favor della notte...
Notturni nel teatro di Mozart
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