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Presentazione della collana Nuovi quaderni del CRLE [leggi]
In questi anni, a cominciare da "La scrittura emergente" (Rubbettino editore), primo libro nato all'interno del Centro di Ricerche sul Linguaggio e l'Educazione (CRLE), la riflessione sui temi della cultura dell'educazione si ? sviluppata attraverso iniziative e pubblicazioni, fino ad assumere la forma di una proposta pedagogica specifica e dai caratteri originali. Il recente volume "Il linguaggio ritrovato" (Zanichelli editore) ha segnato una tappa importante in questo percorso. E' nato un nuovo modo di considerare e praticare la lingua e i linguaggi che si concretizza oggi in una collana pedagogica i cui destinatari sono tutti coloro che intendono conoscere e approfondire i temi dei cambiamenti culturali in atto nella societ? del nuovo secolo e, in particolare, i riflessi che tali cambiamenti hanno sulle politiche educative in generale e sull'educazione al linguaggio in particolare. La proposta che caratterizza questa nuova collana si riassume intorno a tre punti fondamentali: a. la consapevolezza che la società del nuovo secolo è composta da individui e gruppi sempre più diversificati, dove la multiculturalità è nei fatti prima ancora che nei progetti. Per rispondere alle esigenze di questa nuova società , il mondo dell'educazione deve allora possedere almeno due caratteristiche strettamente complementari: essere consapevole della sostanziale unità evolutiva degli esseri umani e, nello stesso tempo, dell'irriducibile molteplicità delle differenze individuali. L'equilibrio tra queste due componenti va perdendosi con gravi rischi per le giovani generazioni: se l'uno dovesse prevalere sul molteplice ci troveremmo in presenza di soluzioni omologanti, valide una volta per sempre, e di una massa di cittadini amorfa, di una società che non riconosce la diversità come valore e non ha rispetto per chi o cosa non appartiene alla propria cultura; viceversa, la prevalenza del molteplice porterebbe a una società sempre meno socializzata (debolezza dello "stato sociale"), fatta di individui in perenne conflitto che non riconoscono i valori comunitari. Nell'attuale impostazione dell'educazione al linguaggio, per esempio, il mondo educativo guarda con grande attenzione ai problemi dell'uguaglianza (l'acquisizione di un livello standard di competenze linguistiche), non altrettanto a quelli della differenza. Si tratta dunque di considerare la complementarità di questi due aspetti. b. La constatazione che un secondo equilibrio va progressivamente e pericolosamente incrinandosi: quello tra la separazione dei saperi e gli elementi trasversali unificanti una societ? che, in senso epistemologico, è contraddistinta da una crescente presa di coscienza della "complessit?" del reale. Una visione troppo parziale e ormai invecchiata della razionalità tende a rimuovere tutto ciò che non è riducibile ad "idee chiare e distinte": l'atteggiamento analitico inibisce qualsiasi sforzo orientato alla sintesi. Dal punto di vista educativo, questo sbilanciamento porta a ignorare gli aspetti etici, civili, morali, che devono caratterizzare il processo di formazione del futuro cittadino, per privilegiare in via esclusiva solo ciò che viene identificato analiticamente come misurabile, redditizio e "professionalmente utile": nella nuova scuola non ci sono persone ma "clienti", non idee appassionate ma conoscenze "spendibili". I modelli esistenziali, le vicende esemplari degli eroi del pensiero e dell'impegno morale non hanno pi? alcuno spazio. Il piacere disinteressato per la cultura finisce per apparire un inutile trastullo intellettuale, privo di quegli sbocchi utilitari e monetizzabili che risponderebbero invece ai "veri" bisogni degli allievi. Occorre, con urgenza e con evidenza, ricercare nuovi punti di equilibrio che, per es. nell'educazione al linguaggio, considerino non solo i tradizionali aspetti strumentali e funzionali della lingua che usiamo ma anche quelli antropologici, in quanto radicati negli esseri umani e nelle passioni con cui vivono la quotidianit? . c. La convinzione che qualsiasi approccio e apporto pedagogico che voglia essere significativo dovrà sintetizzare diversi punti di vista, anche infrangendo quelle barriere che ancora oggi separano i campi del sapere nelle scuole e nelle universit? del mondo occidentale. Un fenomeno di comunicazione verbale ? solo apparentemente, per es., un territorio riservato ad una disciplina (la linguistica) o ad un gruppo di esperti (i linguisti): l'apprendimento linguistico non pu? essere considerato solo un obiettivo di carattere tecnico a prescindere dai contenuti veicolati, che sono invece il vero motore degli interessi e dei processi profondi di formazione della personalità . Sono essi che creano le condizioni per un'acquisizione degli strumenti linguistici. Solo attraverso una sintesi tra conoscenze, valori, strumenti, emozioni, interessi, la scuola pu? riuscire a mobilitare una energia latente che spinge alla ricerca di nuovi punti di equilibrio. I giovani sono oggi alla ricerca di una identit? che permetta loro di gestire le incertezze del presente e tale identit? pu? realizzarsi in un equilibrio fondato sulla relazione (tra le persone ma anche, su un piano culturale ampio, tra saperi). La collana si pone dunque l'obiettivo di riflettere su quegli approcci educativi che permettano, è il caso del recupero della narratività invocata da Bruner, di superare l'isolamento culturale in cui i giovani appaiono sempre più confinati.
Alessandra Freschini, Massimo Zeppa

Io, tu e... la scuola
Teorie e pratiche della relazione educativa
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Agostino Roncallo

Nomina nuda tenemus
Non ci restano che semplici parole
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