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Presentazione della collana Quaderni di Teoria Sociale [leggi]
Semestrale - Rivista di classe A - Peer reviewed journal

Quaderni di Teoria Sociale

Presentazione

La rivista è stata fondata nel 2001 da Ambrogio Santambrogio. Direttore è Franco Crespi; co-direttore Ambrogio Santambrogio. La rivista è classificata in fascia A.
Dal 2001 al 2014 è stata pubblicata in forma di annuario; dal 2015 è diventata un semestrale. La rivista è pubblicata a cura del gruppo di ricerca RILES (Ricerche sul Legame Sociale), che raggruppa diversi studiosi italiani e stranieri (sociologi, antropologi, filosofi, ecc.) sui temi del legame sociale e della solidarietà. RILES, a partire dal 2009, organizza annualmente un seminario a giugno, presso il Dipartimento di Scienze politiche di Perugia, cui partecipa una cinquantina di studiosi. Ha condotto numerose ricerche teoriche ed empiriche, che hanno portato a diverse pubblicazioni scientifiche. Coordina la collana di volumi “Teoria e critica sociale” pubblicata da Morlacchi, Perugia. Il primo numero dei QTS è uscito nel 2001, con una monografia dal titolo “Sociologia e critica sociale”, con la quale si intendeva mettere in luce la dimensione critica presente nei principali approcci di teoria sociale. La monografia contiene saggi di Franco Crespi, Alain Touraine, Paolo Jedlowski, Alessandro Ferrara, Patrick Baert, Elena Esposito, Walter Privitera, Roger Friedland. Il numero è completato da saggi di Jeffrey C. Alexander e di Teresa Grande, seguiti da recensioni. Il primo numero, il secondo ed il terzo sono stati editi a cura del centro stampa dell’Ateneo perugino e stampati da Edizioni Scientifiche Italiane. Dal numero 4/2004, la rivista assume la forma attuale, ed è stampata dall’Editore Morlacchi di Perugia. La rivista, che dal 2015 è un semestrale di circa 500 pp. complessive, nei due numeri presenta: una sezione monografica; una sezione di saggi; recensioni; altre rubriche (discussione; libro in questione; intervista; ecc.). Alcuni numeri contengono la traduzione di un testo “importante”, debitamente commentato e introdotto. L’ultimo numero uscito è il n. 1/2015, con una monografia dal titolo “Bisogno di esserci. Nuove forme di aggregazione e di partecipazione sociale”, con saggi di Danilo Martuccelli, Paola Rebughini, Massimo Cerulo, Chiara Moroni. I numeri monografici sinora pubblicati sono i seguenti: 1. Sociologia e critica sociale; 2. La modernità di Talcott Parsons; 3. Spaccati di teoria critica; 4. Teoria sociale e vita quotidiana; 5. Hegel e le scienze sociali; 6. Rileggere Durkheim; 7. L’antropologia di Dumont: contributi critici; 8. La teoria del riconoscimento; 9. Su Max Weber; 10. Ambiente e teoria sociale: lavori in corso; 11. L’etnometodologia oggi: prospettive e problemi; 12. La sociologia fenomenologica: una riflessione critica; 13. Gramsci e la sociologia; 14. Sociologia del cosmopolitismo. I prossimi programmati sono: Immaginario/immaginari sociali (2/2015); Emozioni e teoria sociale (1/2016); Wittgenstein e le scienze sociali (1/2017). Nei primi 15 numeri sui QTS hanno scritto (tra gli altri): Jeffrey C. Alexander, Nick J. Allen, Patrick Baert, Michael Barber, H. Brunkhorst, André Celtel, Lucio Cortella, Franco Crespi, Lester Embree, Elena Esposito, Alessandro Ferrara, Nancy Fraser, Roger Friedland, John Heritage, Paolo Jedlowski, Eric Livingston, Danilo Martuccelli, Hisashi Nasu, B. Peters, William S. F. Pickering, Patrick Pharo, Gianfranco Poggi, Elena Pulcini, Paul Redding, Emmanuel Renault, Gillian Rose, Davide Sparti, Nico Stehr, Alain Touraine. Sono stati pubblicati testi di: Peter L. Berger, Luc Boltanski, Talcott Parsons, Leo Strauss e Kurt Wolff.

Idee guida dei QTS

1. La rivista vuole essere un laboratorio di teoria. Nel presente panorama intellettuale, in particolare quello italiano, la dimensione teorica nelle scienze sociali sembra essere sempre più sottovalutata, in nome di un approccio tecnico e tecnicistico, che punta ad una analisi meramente quantitativa, e spesso acritica, del dato. Nessun pregiudizio, ovviamente, nei confronti della ricerca empirica: ciò che guida la rivista, però, è la volontà di sottolineare l’importanza dell’approccio teorico, la sua inevitabilità.

2. Valorizzazione di un approccio interdisciplinare: si tratta di teoria “sociale” e non, ad esempio, “sociologica”. La rivista ha tra i suoi obiettivi quello di stimolare un approccio anti-specialistico, in nome di un dilettantismo intelligente, capace di rendere complementare il proprio specialismo con quella curiosità intellettuale che sola lo può rendere vivo e fecondo. Punta quindi ad una contaminazione tra diverse discipline (sociologia, filosofia, storia, antropologia, diritto, psicologia sociale, ecc.), nel tentativo di evidenziare quello sfondo problematico comune indagato da tutti questi approcci.

3. Sottolineatura della dimensione critica, tipica delle scienze sociali. In particolare, si mette in evidenza il forte nesso (di ispirazione francofortese) tra teoria e critica: se, da un lato, può esserci teoria senza critica, dall’altro senza teoria non si dà critica sociale.

4. Valorizzazione del patrimonio culturale costituito dai “classici”: diversi numeri sono stati dedicati ad una rilettura critica dei classici (Hegel, Parsons, Weber, Durkheim, Gramsci, Tarde), nella convinzione che, se riletti fuori dalle lenti obsolete con cui spesso sono visti, costituiscono un patrimonio fondamentale per le nostre discipline.

5. Promozione di analisi e di riflessioni innovative sul legame tra teoria, critica e ricerca sociale, sia nella direzione di rilanciare il valore della teoria, sia allo scopo di contribuire alla rivisitazione dei vocabolari comuni per la conoscenza del mondo sociale contemporaneo.

6. Apertura alla dimensione internazionale, sia per quanto riguarda gli autori dei singoli contributi, sia per quanto riguarda i temi analizzati. Da 4 numeri si è deciso di non tradurre più i testi scritti originariamente in inglese, francese e spagnolo.

7. Valorizzazione dei giovani: un’attenzione specifica è da sempre stata posta nell’offrire i propri spazi alle giovani generazioni di studiosi, nella convinzione che i migliori tra di loro vadano incoraggiati, stimolati e sostenuti, in particolare in un contesto come quello attuale che non è in grado di valorizzare come si dovrebbe le loro energie.

8. Massimo rigore nella selezione dei testi da pubblicare: il lavoro redazionale della rivista punta ad un’azione di referaggio dei testi che sia il più possibile oggettiva, anonima ed efficiente. Da questo punto di vista, la rivista può contare su un nutrito numero di autorevoli referees.

Vedi le avvertenze per curatori e autori

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