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Giancarlo Baronti
Tra bambini e acque sporche
 
Immersioni nella collezione di amuleti di Giuseppe Bellucci

Isbn: 9788860742568
Collana: ITACA - Itinerari di Antropologia Culturale

€ 19,00

Nell’estate del 2000, dopo un lungo periodo di preparazione, si è finalmente inaugurata all’interno del Museo Nazionale Archelogico di Perugia l’esposizione permanente di una parte, sicuramente la più organica e rilevante, della collezione di amuleti che Giuseppe Bellucci ha realizzato tra il 1870 e il 1920.Si tratta di uno dei lasciti materiali più importanti di quel grande movimento scientifico e intellettuale, l’evoluzionismo, che anche nel nostro Paese, nella seconda metà dell’Ottocento, ha portato avanti con un’impressionante mole di contributi teorici e di lavori di ricerca l’illusorio tentativo di fondare in modo unitario le scienze della natura e le scienze dell’uomo.La realizzazione dell’esposizione permanente ha fatto sicuramente giustizia della sbrigatività con cui erano stati indiscriminatamente liquidati, in un recente passato, tutti i contributi dell’antropologia ottocentesca, ma non ha ovviamente potuto, malgrado tutti gli accorgimenti, rivitalizzare pienamente quegli oggetti che ormai appartengono al passato della nostra società. I saggi contenuti in questo volume costituiscono un tentativo di “ridare senso” ad alcune tipologie di amuleti, attraverso l’accurata ricostruzione della loro complessa storia sociale e culturale.
Informazioni sull'autore
Giancarlo Baronti è docente di discipline antropologiche nella Facoltà di Lettere e Filosofia della Università degli Studi di Perugia. Si è occupato dell’analisi dei processi culturali connessi alle dinamiche del controllo sociale e della criminalità e della documentazione delle tradizioni popolari umbre, in modo particolare, delle pratiche alimentari, delle tradizioni magico-religiose e degli aspetti subalterni del culto dei santi. Ha provveduto alla catalogazione e alla schedatura informatica della collezione di amuleti raccolta da Giuseppe Bellucci e ha curato l’allestimento dell’esposizione permanente degli oltre duemila oggetti di provenienza italiana e di interesse demologico che costituiscono la parte più rilevante della collezione. Fra le pubblicazioni si segnalano Coltelli d’Italia (1986), La morte in piazza (2000), Il buon uso dei santi (2005).

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