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AA. VV.
Bisogni educativi emergenti: ridefinire un percorso
 
a cura di Maura Camerucci

Isbn: 978-88-6074-699-3
Pagine: 210
Anno di pubblicazione: 2015
Collana: Noesis

€ 15,00

Nel corso della storia le teorie e l’esercizio della disciplina nell’educazione riflettono l’idea che ci si era fatta del bambino e del carattere assolutamente non libero del fanciullo da educare. Alcuni studiosi sembrano interessarsi ai bambini, al loro sviluppo, al loro benessere e questo atteggiamento ha chiaramente facilitato il pensiero pedagogico ma il modo di trattarli varia da luogo a luogo e da epoca a epoca. Mutamento questo dovuto a conoscenze in campo psicopedagogico e a esigenze tecnico didattiche.

Naturalmente ogni cambiamento dà luogo a modalità di risposte nuove e più evolute, produce cioè un comportamento più adattivo e funzionale, organizzato a un livello superiore, quindi più stabile e più adeguato, ovvero più efficiente.

Lo studio interessa anzitutto un settore che si riferisce alla ricerca dello sviluppo intellettuale e educativo del bambino, e offre indicazioni e suggerimenti preziosi a coloro che si occupano di lui nell’esperienza famigliare, nella scuola, nel settore educativo. L’insegnante, l’educatore, interagiscono con il piccolo e necessitano di strumenti adatti per conoscerlo meglio. Ne consegue un’analisi su come oggi cambia la realtà e la relazione educativa: la rivoluzione tecnologica avanza a pieno ritmo e influenza il mondo educativo, relazionale e sociale. La tecnologia partecipa alla realtà odierna e si è introdotta nella scuola di ogni ordine e grado. I rapporti individuali e le relazioni umane sono stati investiti dall’ondata del digitale rendendoli non più solo reali ma anche virtuali. Si è passati dall’oralità alla scrittura, dal click al touch. Ecco che quindi si pone in esame la digital education.

È necessario inoltre restituire all’educazione il suo valore più autentico che è quello di sviluppare le potenzialità di ciascun individuo, di pianificare interventi che ne garantiscano la sua piena e compiuta realizzazione, che riescano, in sostanza, a guardare al futuro, seppur sbiadito ed incerto. Per questo, accanto ad una ridefinizione del ruolo dell’educatore, deve corrispondere una rinnovata idea di educazione che si nutre di nuovi sguardi e che si sottrae ai rischi dello specialismo e del settorialismo disciplinare.


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