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Marco Giuman, Cristiana Zaccagnino
"Ora gli eroi sono fossili arguti"
 
Riflessioni iconografiche sui miti di Perseo e Bellerofonte

Isbn: 9788860746443
Pagine: 368
Anno di pubblicazione: 2015
Collana: Dissonanze

€ 25,00

Ai due eroi Bellerofonte e Perseo, e all’analisi dei loro mostri antagonisti, sono dedicate le pagine di questo libro, per quanto non siano molti i punti di contatto che è possibile enucleare tra le loro figure, che mai si trovano a condividere i medesimi spazi, né risultano associati dalle fonti antiche. Eppure, a leggere bene, le loro vicende si intersecano in una trama che è, sì, sottile ma articolata: l’argivo, ad esempio, è nipote di Acrisio, il quale ha destituito il fratello Preto, presso cui – a Tirinto – il corinzio si reca per purificarsi; Perseo, ancora, decapitando Medusa consente la nascita di Pegaso, in groppa al quale Bellerofonte combatterà poi contro la Chimera; entrambi sono assistiti dalla dea Atena, che al primo fornisce lo scudo – o lo specchio – su cui riflettere il volto di Medusa, al secondo i consigli necessari per domare Pegaso. Ma Bellerofonte e Perseo, soprattutto, affrontano esseri teriomorfi le cui peculiarità sembrano palesare anch’esse delle simmetrie: entrambi compositi, di sesso femminile e posti agli estremi confini del mondo conosciuto, caratteristica quest’ultima da proiettare tuttavia in una prospettiva di natura più squisitamente culturale, la Gorgone e la Chimera propongono caratteristiche in qualche modo riconducibili alla sfera sessuale. Se della prima sono infatti più volte rimarcate le caratteristiche ammaliatrici, pure per la seconda, come avviene del resto anche per altri mostri quali Scilla o le Sfingi, non mancano chiari riferimenti al pericoloso mondo della seduzione, al punto da trasformarsi nella lettura di Orazio in metafora della femme fatale per eccellenza, ovvero Cleopatra.

Per quanto labili, questi punti di contatto, a cui di necessità dobbiamo aggiungere l’accentuata contiguità funzionale nella strutturazione prototipica dei due protagonisti, faciliteranno un loro progressivo processo di sovrapposizione che, in epoca medievale, porterà il Primo Mitografo Vaticano a ipotizzare che Perseo e Bellerofonte possano essere in realtà lo stesso personaggio. Un’associazione che, accentuandosi ulteriormente, proseguirà poi nel corso del Rinascimento, allorquando sarà Perseo ad essere raffigurato in groppa a Pegaso mentre libera Andromeda. Ed è proprio sulla scia di questo filo rosso, un filo sottile e quasi imperscrutabile, che vanno ricercate le motivazioni di fondo che ci hanno spinto a intraprendere questo lavoro, il cui scopo fondamentale è quello di mettere a fuoco alcuni aspetti, essenzialmente di natura iconografica, intorno ai quali meno si sono focalizzate le attenzioni esegetiche degli studiosi.


Informazioni sugli autori

Cristiana Zaccagnino insegna alla Queen’s University, Kingston, Canada. Si occupa di archeologia greca, etrusca e romana e della ricezione dell’antico nella cultura italiana dal Medioevo al XVIII secolo.



Marco Giuman insegna all’Università di Cagliari e si occupa principalmente di icografia e iconologia del mondo classico e di risemantizzazione della classicità nell’età contemporanea.


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