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PINO JODICE DIRIGE GLI ALLIEVI DEL CONSERVATORIO DI MILANO AL TERMINE DELLA PRESENTAZIONE DEL SUO VOLUME "COMPOSIZIONE, ARRANGIAMENTO E ORCHESTRAZIONE JAZZ".
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Daniele Crotti, Claudio Giacometti
La Brigata Pretolana
 
Quando contavano quelli de Pret(o)la

Isbn: 9788860745330
Pagine: 234
Anno di pubblicazione: 2013
Collana: Cantare l'Umbria

€ 17,00

Questo gruppo di Pretola all’interno del panorama del movimento del cosiddetto folk music revival italiano costituisce un caso anomalo, non rientrando a pieno in nessuna delle categorie nelle quali di solito tale genere viene articolato. Sono quattro o cinque paesani che fin dagli anni ’50 si riuniscono in osteria per stare insieme e suonare, per puro divertimento, ogni tipo di oggetto: tavolo, sedie, bicchieri, bottiglie, piatti ecc. Quando essi, nella metà degli anni ’60, vengono “scoperti” da “uno di Torino”, non avendo un nome vengono, da quel momento, battezzati “Brigata Pretolana”. È così che comincia la loro carriera al di fuori del paese di Pretola: nel 1966 partecipano al Folk Festival di Torino e registrano nel 1969 il disco LP “Alla todina”.

Questo libro è dedicato a tutti coloro che hanno vissuto a Pretola e che con Pretola hanno un legame affettivo o di sincera e viva curiosità.

È un libro dedicato alle persone scomparse, che non sono più tra noi, ma che ci sono state vicino, ed hanno contribuito con passione alle ricerche, alla costruzione dell’Ecomuseo del Tevere e al processo di sviluppo da esso messo in atto da alcuni anni.

È un libro altresì dedicato a tutte quelle persone che hanno a cuore la Storia del proprio paese e del proprio territorio, e del quale ne sono fedeli interpreti e portatori di memoria.


Al volume viene allegato un CD che contiene i 13 canti che la Brigata Pretolana aveva inciso nel loro unico LP, dapprima inciso e distribuito dalla CEDI di Torino e quindi riproposto dalla Collana Albatros, con la presentazione di Roberto Leydi.


1 Canto alla mietitora
2 Al suono di chitarra e mandolino
3 Stornello – Colgo la rosa
4 Le ragazze pretolane
5 Stornello – Amore eterno baciami
6 Le undici ore
7 Vieni dolce amore
8 Me lo dai sto fazzolettino
9 Ed un giorno andando in Francia
10 Di nome son chiamata Teresina
11 O Dio del cielo
12 Lamento per la guerra
13 Buona sera miei signori

Informazioni sugli autori
Claudio Giacometti (classe 1951), è pretolano doc, ha sempre vissuto a Pretola, e conosce approfonditamente la storia, i caratteri degli abitanti, le luci e le ombre, umane e sociali, di questo piccolo borgo che ha uno strettissimo legame con il fiume Tevere su cui è adagiato. È stato impiegato alla Perugina/Nestlè, in qualità di disegnatore di Layout e progettista. I suoi interessi, oltre la pittura, sono legati soprattutto al profondo impegno per la realizzazione dell’Ecomuseo del Tevere, uno “strumento di sviluppo” teso a coniugare due esigenze fondamentali: quella di promuovere i “valori” più profondi della comunità con quella di tutelare e valorizzare il Patrimonio Culturale e Naturale del paesaggio collinare e fluviale del Tevere. Dal 2004 è responsabile dell’Associazione Ecomuseo del Fiume e della Torre, Associazione che ha coordinato e portato a termine il “Progetto di Fattibilità” dell’Ecomuseo del Tevere, fino all’auspicato riconoscimento da parte della Regione Umbria.

Daniele Crotti (classe 1948), lombardo di nascita e umbro d’adozione, ha lavorato in qualità di medico, microbiologo e parassitologo, in Umbria, Marche, Venezia Giulia, quasi sempre all’interno di strutture ospedaliere; ha prestato servizio ed il suo aiuto anche in Africa e in Medio Oriente, sia in missioni sanitarie governative sia in interventi, come medico volontario, con organizzazioni non governative. È stato anche docente delle discipline mediche in cui è specialista. Da tempo residente nel Comune di Perugia, nel territorio Arnate, è oggi in pensione. Le sue passioni, oltre all’escursionismo campestre, collinare e montano, sono, oggi e da sempre, le letture e l’approfondimento storico-antropologico dell’ambiente in cui vive e del suo ricco e stimolante patrimonio materiale ed immateriale. Pur non conoscendo la musica è da sempre cultore e appassionato dei canti popolari della tradizione orale, per la loro valenza umana, sociale e politica, oltreché culturale e storica.

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