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Giampietro Chiodini
GLI ULTIMI NATI IN CASA: RITI, CREDENZE E SAPERI MILLENARI
 


Da un’intervista a Dina Mucciarelli, ostetrica condotta in Umbria e in Calabria dal dopoguerra agli anni ’90


Isbn: 9788860746184
Collana: Storia e storie dell'Umbria

€ 10,00

Chi oggi ha più di quarant’anni, con buone probabilità è nato a casa sua, nel letto dei genitori, assistito da un’ostetrica professionista e da una vecchia mammana. La sua placenta è stata amorevolmente seppellita vicino ad una fonte, nella convinzione che questo gli avrebbe assicurato il latte necessario per la crescita. Al suo collo è stato appeso un sacchetto di stoffa rossa con dentro, in alcuni casi, peli di tasso, al fine di preservarlo da streghe e dal malocchio.
Tali riti, convincimenti e pratiche fra i più diffusi del partorire in casa, accumulati nei secoli dalla cultura popolare e perfino da quella medica, sono stati cancellati quasi di colpo da una radicale riforma sanitaria, che a metà degli anni ‘70, in nome del progresso, convinse tutte le donne a partorire in ospedale.
Testimone autorevole di questo venire al mondo antichissimo e, spesso in condizioni estreme, è l’ostetrica condotta Dina Mucciarelli (1923 – 2009) che iniziò la sua carriera a Melito Porto Salvo (RC) nel 1948, per continuarla cinque anni dopo nelle aree più emarginate del Comune di Magione (Pg).
I suoi ricordi, lucidi e razionali, raccolti in una lunga intervista dell’estate 2003, attraversano gli anni del più profondo cambiamento sociale, economico e di costume che l’umanità rievochi. Ma si prestano anche ad una clamorosa rilettura degli scavi e dei reperti archeologici rinvenuti a Colle Arsiccio di Magione (Pg), in località Pucciarella. Lì, a poche centinaia di metri da un importante tempio etrusco, gli antichi riti legati a fecondità, parto e infanzia, si sono incredibilmente conservati fino ai nostri giorni.
APPENDICE - Il caso Colle Arsiccio a Pucciarella di Magione: continuità con il parto nel mondo etrusco e novità sugli scavi


Informazioni sull'autore
Giampietro Chiodini
Laureato alla Facoltà di Magistero di Perugia, giornalista professionista all’Agenzia di Stampa del Consiglio regionale dell’Umbria, collaboratore della redazione umbra de «Il Messaggero», si interessa da tempo della storia e delle vicende sociali ed economiche che fanno capo all’area del Lago Trasimeno; è stato uno dei promotori del Museo della pesca di San Feliciano.
Ha pubblicato: Il Lago Trasimeno e la pesca, Benucci, Perugia 1978; Panicale Comune rurale. Lo Statuto del 1478 e il notaio Cristoforo di Pietro del 1312 (in collaborazione con Maria Tosti), Protagon, Perugia 1989; Villantrìa e il suo territorio, edizioni Salvi, Perugia 1989; Un diario dell’Ottocento, il Giornale magionese di Giuseppe Fabretti, cronaca di costume, politica e fatti quotidiani accaduti negli anni 1798-1869 a Magione, Perugia, Passignano, Corciano, Tuoro e più in generale nel Trasimeno, edizioni Guerra, Perugia 1997.

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