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Sergio Guarente
L’abisso del nulla e il suo rimedio
 
Leopardi, Unamuno, Nishitani

Con una prefazione di Gianluca Prosperi


Isbn: 9788893920667
Pagine: 310
Anno di pubblicazione: 2019
Collana: Saggi - Filosofia

€ 16,00

Questo saggio filosofico affronta la questione abissale del nulla – e del rimedio all’angoscia dell’annichilimento – attraverso l’analisi del pensiero di tre straordinari e paradigmatici “esegeti del nulla”, Giacomo Leopardi, Miguel de Unamuno, Keiji Nishitani, per ciascuno dei quali il “filo conduttore” della trattazione, pur non trascurando la loro opera complessiva, è costituito dai rispettivi capolavori filosofici (le leopardiane Operette morali, il saggio unamuniano Del sentimento tragico della vita negli uomini e nei popoli, il volume La religione e il nulla del filosofo giapponese). Nel primo capitolo, si approfondisce il radicale nichilismo di Leopardi, in cui l’abbandono “quietistico” dell’ego al niente eterno della morte si rivela l’unica forma di liberazione dalla negatività e insostenibilità del “male di vivere”. Nel secondo capitolo, viene esaminata, come una sorta di “contraltare” della riflessione di Leopardi, la posizione filosofica di Unamuno, che, ancorandosi ad un Cristianesimo problematico, oppone al “rifiuto della vita” leopardiano la propria tragica “volontà di vivere” nell’ambito di un “pensiero agonico” consapevole del dramma dell’abisso del nulla, ma tuttavia intriso di “ansia di immortalità” dell’ego come unità inscindibile di corpo e anima, materialità e coscienza. Nel terzo capitolo, ci si volge alla prospettiva “spiazzante” e “anti-egocentrica” dell’Oriente, nella riflessione di Nishitani, uno dei maggiori esponenti della filosofica “Scuola di Kyoto”, che, relazionandosi con il pensiero occidentale nella prospettiva del Buddhismo zen, individua il solo “rimedio” all’abisso del nihilum nel superamento dell’“ego-centrismo”, e quindi con il “dissolvimento” dell’ego nel piano a-coscienziale della vacuità, in cui l’angoscia lancinante del dualismo di essere e nulla viene superata e ricomposta. Infine, il confronto fra i tre autori nelle Conclusioni sottolinea come il loro “viaggio” nei fondali dell’abisso del nulla, al di là delle risultanze non collimanti, rappresenti un contributo di fondamentale importanza all’umana interrogazione circa il senso ultimo dell’esistenza.


[…] Abituati come siamo a seguire, con cadenze quasi annuali e alternanza tra impostazione saggistica e letterario-dialogica (con previsti adattamenti scenici), il percorso editoriale di Sergio Guarente, pervenuto alla sesta tappa dal 2013 ad oggi, possiamo ormai anche individuare l’orientamento di fondo che l’attraversa, coniugando “vita e filosofia”, nella tensione tra la finitudine corporea (con le sue insopprimibili istanze) e l’oltre-vita, in qualche modo insomma tra fisicità e metafisica. […] Intrapresa dunque questa via, senza possibilità di ritorno, si procede allora, nella nuova opera (a carattere saggistico, che con la precedente “dialogata” costituisce una sorta di dittico), in quel territorio inesplorato in cui, cercandone affannosamente il “rimedio” della salvezza, si rivela, nella vertigine della disperazione, l’“abisso del nulla”. […] Anche per operare un confronto tra Occidente e Oriente su una tematica cruciale ed ineludibile, si eleggono perciò, come mentori e nuovi compagni di viaggio per l’incognito tragitto, tre “esegeti del nulla” della statura di Giacomo Leopardi, Miguel de Unamuno e Keiji Nishitani. […] Al termine del viaggio, Leopardi, Unamuno e Nishitani, avendo intrepidamente affrontato l’abisso del nulla nella ricerca del suo “rimedio”, hanno offerto all’autore da tre diverse angolazioni (rispettivamente laico-materialista, cristiano-problematica e d’ispirazione buddhista) “preziose coordinate”, senza però far acquietare la sua coscienza, di fronte ai divergenti esiti proposti, che invece nel loro insieme possono rappresentare una “linea d’indirizzo” in grado di orientare la prosecuzione della ricerca stessa […]. (Dalla Prefazione di Gianluca Prosperi)
Informazioni sull'autore
Sergio Guarente è Dirigente Scolastico del Liceo classico statale “Jacopone da Todi” – con annesso Liceo scientifico – di Todi (PG) ed è stato, prima dell’accesso alla Dirigenza Scolastica, Docente di Filosofia e Storia nei Licei. Laureato in Filosofia e in Scienze Politiche, ha effettuato attività di ricerca, con pubblicazioni, principalmente nell’ambito della didattica della filosofia. Il suo esordio letterario è avvenuto nel 2013, con il saggio teatrale L’anima del sogno o il sogno dell’anima. Freud vs Jung, edito dalla Casa editrice Guardastelle di Marsciano (PG); la sua opera letteraria successiva, del 2015, è intitolata Trilogia delle idee. Tre saggi teatrali fra vita e filosofia, edita dalla medesima Casa editrice. La sua collaborazione con la Casa editrice Morlacchi di Perugia ha visto la pubblicazione, nel 2016, del saggio filosofico Nietzsche e Michelstaedter “terapeuti” della modernità infelice. Leggendo L’Anticristo e La persuasione e la rettorica, quindi del testo del 2017 Verso il mare del bello. Il viaggio dell’Eros platonico nel Simposio e nel Fedro, e, nel 2018, del “racconto filosofico” I Dialoghi dell’eschaton. Limen, Finis terrae, Pulvis et umbra. Con la presente opera saggistica del 2019 L’abisso del nulla e il suo rimedio. Leopardi, Unamuno, Nishitani, prosegue il suo personale percorso culturale dedicato all’approfondimento di argomenti fondamentali della speculazione filosofica in rapporto a precise urgenze esistenziali, correlato ad “incursioni” originali nei territori della letteratura e dell’immaginazione. Trapiantato da oltre trent’anni dalla natia Campania nella verde Umbria, vive a Todi, circondato dai dolci declivi delle colline umbre, contesto placidamente accogliente per l’esercizio della sua passione per la scrittura.

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