Salvatore Bono,
Mario Tosti
Il bacino del Mediterraneo considerato nei suoi rapporti con la civiltà
Discorso storico-geografico di Giuseppe Cernicchi
Settori disciplinari:
SPS_10
M_GGR_01
Isbn: 9788860744302
Collana:
Saggi di geografia
Il raro e sconosciuto volume di don Giuseppe Cernicchi (Castel Rigone 1846 – Perugia 1909), edito a Perugia nel 1882 e dedicato al pontefice Leone XIII, che aveva offerto all’autore «l’occasione di concepirne ed effettuarne il pensiero» - qui ripubblicato, si colloca a buon diritto nella fase iniziale di quella “invenzione” del Mediterraneo, della quale si comincia ai nostri giorni a ricostruire il percorso. È stato merito del sacerdote umbro di presentare l’intera storia del grande mare interno quale confluenza e crogiuolo di culture e civiltà diverse, riconoscendo - pur nel quadro, ovviamente delle conoscenze storiche del suo tempo - apporti e ruoli di ciascuna componente, anche di quelle scaturite da fedi religiose diverse dal Cristianesimo. Nella sua riflessione e ricostruzione storica don Cernicchi si affianca perciò al geografo francese Elisée Reclus che nella Nouvelle géographie universelle (1876) aveva per primo riconosciuto la peculiarità e l’unità del bacino geografico mediterraneo.
Informazioni sugli autori
Salvatore Bono (Tripoli, 1932), studioso di storia del Mediterraneo nell’età moderna e contemporanea, in particolare dei rapporti fra Europa e mondo arabo-ottomano, è professore emerito dell’Università degli studi di Perugia, fondatore e presidente onorario della SIHMED (Société Internationale des Historiens de la Méditerranée). È autore di numerosi volumi pubblicati tra gli altri da Mondadori, il Mulino, Morlacchi, Salerno Editrice, e tradotti in varie lingue, e oltre 260 saggi e curatele.
Mario Tosti (Chiusi 1953), è Professore Ordinario di Storia Moderna nell’Università di Perugia Ha studiato la storia delle istituzioni, della cultura e della mentalità tra il Cinquecento e l’Ottocento, pubblicando, in riviste italiane e internazionali, vari saggi che affrontano il rapporto tra cultura e potere e i processi di laicizzazione dello Stato e di secolarizzazione della vita sociale, innescati dalla Rivoluzione francese. Dal novembre 2001 è Presidente dell’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea (ISUC).
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