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Ascoltare l’emozione vuol dire scegliere modi creativi, curiosi, gentili, appassionanti, generativi per riflettere, conoscere e dialogare con la sfera affettiva – così importante in ogni esperienza di vita – farne esperienza e condividerne la ricchezza; vuol dire anche prestare attenzione e dare centralità, soprattutto a livello educativo e formativo, alle competenze non cognitive e al processo attraverso il quale esse diventano scelta e azione concreta. Ascoltare l’emozione significa imparare ad ascoltare, dando valore a chi narra e allo scambio comunicativo stesso, che, in questo modo, si fa relazione autentica ed empatica; significa lasciarsi trasportare dalle emozioni contenute nelle storie e nei racconti, viverne la potenza evocativa e simbolica per comprenderne il messaggio in modo più profondo e incarnato. Ascoltare l’emozione vuol dire ascoltare e osservare sé stessi, con impegno e, contemporaneamente, leggerezza, per costruire consapevolezza emotiva e scegliere di abitare le relazioni; vuol dire aver cura, di sé stessi e dell’altro, per accogliere, sostenere, accompagnare, trasformare. Ascoltare l’emozione significa saper stare in relazione, esserci.
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