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Che cosa accade quando l’opera d’arte sembra scomparire? Dal progressivo assottigliarsi dell’oggetto in alcune pratiche artistiche del Novecento, il volume sviluppa una riflessione sulla sparizione come categoria critica, leggendo la smaterializzazione come costruzione storica e teorica, e non come semplice dato tecnico o operativo. Dalle avanguardie all’arte concettuale e performativa, da Malevič a Yves Klein, da Manzoni a Kosuth, la sparizione emerge come tensione tra presenza e assenza, idea e materia, evento e traccia. Lontano dalla retorica della “morte dell’arte”, il libro mostra come l’abbandono dell’opera tradizionale produca nuovi statuti dell’arte e metta in luce il rapporto ambiguo tra pratiche smaterializzate, istituzioni e mercato, tra visioni ideali, nichiliste e opportuniste.
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