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La committenza per la cappella del Transito, posta a pochi passi dalla Porziuncola, culla del francescanesimo, offrì al pittore un ulteriore spazio per ribadire la sua volontà di partecipare alla ricomposizione della società civile attraverso i valori cristiani. Questo pare essere il significato cifrato del dittico, ma emerge in particolare in Il riconoscimento delle stimmate, il meno noto dei due affreschi. In primo piano, il pittore dispose il corpo senza vita del Santo e la figura di un laico che, ricoperto da un mantello rosso bordato di ermellino, volge le spalle all’osservatore. San Bonaventura vide in lui Girolamo, dottore e letterato chiamato a certificare l’autenticità delle stimmate. Forse si trattò di un omaggio al bisnonno Silvestro, nominato nel 1785 giudice commissario e visitatore generale delle comunità del territorio di Perugia? Grazie all’attenta analisi compiuta da Corrado Balducci, emerge la pluralità dei significati non univoci che trasmettono i due magnifici affreschi, con il loro prorompente magnetismo.
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