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Frutto di una lunga frequentazione su un tema circoscritto, quale il Teatro d’Arte di Roma, che Luigi Pirandello diresse dal 1924 al 1928, episodio centrale nella vicenda artistica dello scrittore, questo libro raccoglie saggi e relazioni, sparsi in riviste e Atti di Convegni, distribuiti nell’arco temporale che va dal 1979 al 2025. Nel corso di un così lungo lasso di tempo ho stabilito un legame, che va oltre l’indagine storica e ha a che fare con l’intimità di una vicenda artistica, fatta di polvere di palcoscenico, immagini, suggestioni, cercando di non venire mai meno a quel rigore scientifico, proprio della lezione di Alessandro d’Amico, maestro indimenticato e compagno di strada per tanti anni. Questo, per lo meno, è quanto avvenuto nel mio caso. Si tratta, pertanto, di un percorso di ricerca, del tentativo di restituire almeno in parte le infinite sfaccettature di quel prisma complesso che è il teatro. Durante questo viaggio, partito da una fascinazione giovanile per Pirandello, ho fatto altri incontri: con Virgilio Marchi, l’architetto e scenografo di quel teatro, con le attrici e gli attori dell’omonima Compagnia, con Massimo Bontempelli, che ne è stato uno dei fondatori. Al Teatro d’Arte ho incontrato Alberto Savinio e ne è nato un intenso legame, che dura tuttora…
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