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Agostino Roncallo
Nomina nuda tenemus
 
Non ci restano che semplici parole

Isbn: 9788860740533
Collana: Nuovi quaderni del CRLE

€ 12,00

C’è un tempo in cui Kant disse che ogni nostra conoscenza altro non è che una costruzione del pensiero. È così, potremmo dire, anche per il linguaggio: ogni parola ci appartiene, viene da noi. E non sarà mai la stessa ogni volta che la pronunciamo. Sarà diversa, forse impercettibilmente, ma diversa. Talvolta, capita di non trovarle, le parole, e allora è il vuoto a ogni passo, ci si sente soli. Altre volte sono invece troppe, traboccanti e dobbiamo tenerle a freno. Certamente servono, in date situazioni, gesti di allontanamento: squadrarle da ogni lato, comprenderne la ricchezza, è una delle più grandi esperienze della crescita. Ma allontanamento non è sinonimo di distacco e, spesso, riaffiora nei ricordi di scuola una lingua che non ci appartiene: un linguaggio-strumento che serve, quando serve, come un martello per piantare un chiodo. È allora che sentiamo il bisogno di ricostruire un legame, riprenderci ciò che ci appartiene, e ritrovare, nelle nostre espressioni, il gusto delle vocali e delle consonanti.
Informazioni sull'autore

Agostino Roncallo è docente di Letteratura e Storia. Ha pubblicato i volumi Lingua variabile. Sociolinguistica e didattica della lingua (La Nuova Italia 1992), La scrittura emergente (Rubbettino 2002), Il Linguaggio ritrovato (Zanichelli 2004), In guerra con il battaglione alpini Intra (Macchione 2016). Per Morlacchi ha pubblicato tra gli altri Nomina Nuda Tenemus (2006) e La linea Diaz (2014).


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