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Alvaro Masseini
La rete volante
 
La pesca con il giacchio-rezzaglio ieri e oggi

Isbn: 9788893920124
Pagine: 176
Anno di pubblicazione: 2018
Collana: Raccontare l'Umbria. Narrazioni dai territori

€ 22,00

Il giacchio, o rezzaglio, è un’antichissima tecnica di pesca e, nel Mediterraneo, egizi, greci e romani la praticavano normalmente. Questo volume prende in considerazione principalmente due luoghi dove questa metodica ancor oggi è comunemente conosciuta ed usata: il lago Trasimeno e Bocca di Magra (SP). Con una differenza fondamentale: mentre nella prima località è tuttora praticata da decine di pescatori professionali per la cattura invernale del latterino, sull’estuario del fiume Magra è rimasta solo come tecnica sportiva. Chiude il volume una piccola ma significativa sezione fotografica in cui si testimonia l’uso diffuso della “rete volante” nel Centro e Sud America.
Procedono in silenzio. Poi ad un certo punto il rematore abbassa i remi in acqua e stabilizza la barca, al tempo stesso il lanciatore con una torsione più o meno ampia del busto, a seconda della grandezza dello strumento, centrifuga e scaglia in aria la rete che prende vita e si apre prodigiosamente a forma di una grande medusa, o campana, per poi “sull’onde fa scroscio”, formando un cerchio perfetto e scomparendo rapidamente alla vista, adagiandosi sul fondo. Questa azione semplice e studiata, compiuta in silenzio e concentrazione produce sempre un effetto zen.
Questa geometria leggera e spontanea che nasce all’improvviso, ogni volta simile eppure diversa, come diverso è il movimento di ogni pescatore che la provoca, prima ancora di un mezzo per la cattura di un pesce, è un disegno che si forma nell’aria, un’immagine inaspettata e coinvolgente che ammalia e incuriosisce al tempo stesso. Quando poi l’azione di lancio avviene in contesti naturali ancora poco contaminati e stupendamente popolati di uccelli come il lago Trasimeno o la lontana laguna di Celestum, riserva della biosfera della costa occidentale dello Yucatan, l’incanto è assoluto. L’azione umana si svolge e forma un tutt’uno nell’ambente in cui è prodotta e non potrebbe esistere l’una senza l’altro. Elementi perfetti di un olismo dalle radici antiche.


Il giacchio me lo sono sempre costruito secondo la mia persona, cioè tenendo conto del peso e della mia altezza. Li ho costruiti sempre 20-50 cm più alti di me. […] Il mio babbo mi raccontava che andavano di notte sia a bottare che a giacchiare, ma allora il giacchio si usava soprattutto per il persico reale, le carpe, qualche tinca, dato che la larghezza delle maglie non era consentita più piccola di 12 mm. Allora non ci si pensava minimamente di usare il giacchio per la pesca del latterino che si pescava soprattutto con le reti.
Sandro Mezzetti


Piedi e rezzaglio devono andare insieme come in un passo di danza, cioè i tre passi sulla barca vanno coordinati con il movimento del rezzaglio. I vecchi maestri la dicevano questa cosa. Il maestro Passalacqua vedendomi all’inizio, quando stavo imparando, mi diceva: “Tu devi imparare a ballare con la barca”. […] Noi siamo l’arco, il rezzaglio è la freccia, il bersaglio è il cerchio perfetto che dobbiamo disegnare nell’acqua.
Atos Giovannelli


Informazioni sull'autore
Alvaro Masseini, già docente di storia e filosofia, fin dagli anni Ottanta ha unito la grande passione per la pesca a mosca con l’impegno nei movimenti ambientalisti e nel giornalismo di settore nelle principali riviste italiane. Vive da anni sulle colline del lago Trasimeno dedicando il suo tempo, oltre che alla coltura degli ulivi, a viaggi nei luoghi più appartati del pianeta, che poi documenta con pubblicazioni in prosa e libri fotografici. Con i tipi dell’Angolo Manzoni ha pubblicato nel 1998 Della Patagonia ed altri sogni. Viaggiatore con l’arte della pesca a mosca e nel 2003 Inseguendo il Sole. Appunti di viaggio dalle terre dei salmoni. Nel 2008 ha pubblicato per le edizioni Pescare Viaggiando Per mare e per terra. Storie di pesca dell’altro mondo e nel 2009 per Petra Acque magiche. Con le canne da mosca per tre continenti, ponderoso libro fotografico, sintesi di vent’anni di viaggi. Nel 2011 sempre per Petra esce Strade liquide. Agenda di pesca e di viaggio, un diario-libro fotografico con oltre cento immagini ad alta definizione. Per Morlacchi Editore: nel 2015 Pescatori del Trasimeno. Storie di vita, di pesca e di lavoro, nel 2016 In Mongolia. Viaggio in un paese nella bufera della modernità, libro di testi e foto stimolato dalla Historia Mongalorum, racconto dello storico viaggio compiuto da Giovanni di Pian di Carpine da Lione a Karakorum nel 1245. Nel 2017 Geometrie del Trasimeno.

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