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Arcimboldo perugino - presentazione

Francesco Cavallucci
La Fontana Maggiore di Perugia
 
Diario di una comunità del XIII secolo

Isbn: 9788893920827
Pagine: 336
Anno di pubblicazione: 2019
Collana: Guide al territorio

€ 20,00

Spazio scenico, celebrazione delle acque, ricapitolazione del sapere del XIII secolo e guida litografica dei percorsi mentali dell’uomo medievale, tutto questo e più ancora, rappresenta la Fontana Maggiore, opera civica di una comunità che desidera registrare i valori umani nei quali si riconosce; non monumento laico, il cui connotato socio-culturale di laicità è estraneo alla coscienza medievale, almeno in questo periodo, ma neppure religioso, dal quale sono assenti i riferimenti specifici e fondanti del cristianesimo. Un’opera perciò complessa, che ancora oggi ci lascia stupefatti, di cui viene offerta in questo volume un’analisi letteralmente a 360°. Dopo un excursus storico-politico e socio-culturale, costituito da saggi di approfondimento e da una ricca e aggiornata bibliografia, si inizia a seguire il percorso che fa l’acqua, attraverso un’elaborazione grafica che accompagna il lettore, un corredo fotografico dettagliato, incisive note a margine di commento: dal vertice della “piramide”, con le tre portatrici e la grande coppa in bronzo, si passa al bacino superiore con le sue ventiquattro statue, segue una sosta veloce alle dodici protomi in bronzo, per poi procedere, sempre in senso antiorario, lungo la vasca inferiore, il cui itinerario si snoda in 50 formelle. Un’ottima guida per tutti coloro che vorranno scoprire questa straordinaria opera e la comunità che la realizzò.

«Accostandoci alla Fontana, siamo investiti da tante domande. Chi vi lavorò, chi furono i protagonisti e gli ideatori, chi propose il disegno e la struttura del libro al quale tutti potevano accedere; e a quali architetture dello spirito essa avrebbe dovuto corrispondere; a quali e a quanti suggerimenti o variazioni, se vi furono, dovette sottostare la Fonte; dove furono scolpite le illustrazioni che avrebbero dovuto adornare il manoscritto, uno dei primi, se non il primo monumento altamente celebrativo delle acque che avrebbe dovuto dissetare la comunità degli uomini? E perché una Fonte a tre piani e non semplicemente a mo’ di vasca, più atta ai quotidiani bisogni? E se l’acqua rappresentava un’esigenza acuta per la collettività, come accadde poi che il problema idrico sia passato quasi in secondo piano e abbia prevalso l’aspetto spettacolare dell’acqua che dall’alto, zampillando e zampillante, ricade e si dilegua?».
Informazioni sull'autore
Francesco Cavallucci è stato bibliotecario presso la Biblioteca Comunale Augusta (Perugia). Ha pubblicato: San Sisto da territorio a Quartiere (1990, pp. 157); Marsciano, segni e voci dell’uomo (2005, pp. 536, ill.); Viaggio in Umbria. Percorsi e mete del sacro (2006, pp. 354, ill.); Il Lago Trasimeno. Le acque, il territorio, l’uomo (2010, pp. 219, ill.); Perugia tra Ottocento e Novecento (2012, pp. 151, ill.).

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