Dimitrov Georgi Georgi Dimitrov (1882-1949), nato da una famiglia di artigiani, tipografo, sindacalista aderì in gioventù all’ala del socialismo bulgaro intransigente (i socialisti “stretti”), che poi diede vita al partito comunista bulgaro. Costretto all’esilio, raggiunse una fama internazionale quando venne incolpato all’avvento del regime nazista dell’incendio dei Reichstag. Assolto nel processo che seguì l’evento, trovò rifugio in Unione sovietica. Dal 1935 al 1943 fu segretario dell’Internazionale comunista, avendo come vicesegretario Palmiro Togliatti. Rientrato nel 1945 nella Bulgaria occupata dalle truppe sovietiche ricoprì la carica di segretario generale del partito comunista e, successivamente, di capo del governo del Fronte Patriottico. Dal 1933 al 1949, anno della sua morte, tenne un diario e questo è un fatto eccezionale, poiché dei dirigenti comunisti si possiedono talora le memorie, ma mai diari. Steso in russo e in bulgaro, uscito dagli archivi del Partito comunista bulgaro nel corso degli anni Novanta, pubblicato integralmente a Sofia nel 1997, questo diario è stato generalmente tradotto in Occidente, compresa l’Italia, per gli anni che videro Dimitrov operare come dirigente dell’Internazionale o come alto funzionario del Partito comunista sovietico. E però gli anni “bulgari” del diario di Dimitrov appaiono altrettanto interessanti e meritano di essere messi a disposizione del lettore italiano.
Facebook
Youtube
Instagram